lunedì, novembre 19Città di Vittoria

2012 – Maria Teresa Currò

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Premio Speciale Parco Archeologico di Camarina

Nell’ambito della Cultura classica, nel 2012, il Parco Archeologico di Camarina ha assegnato  un premio speciale all’archeologa Maria Teresa Currò.

 

curroMaria Teresa Currò, archeologa. Numismatica antica, ha prestato servizio nella soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale dal 1° gennaio 1955 al novembre del 1964. Tra i primi compiti, quello di continuare l’inventario del Museo Archeologico, uno dei più importanti inventari di materiale archeologico del patrimonio storico artistico italiano, redatto per quarant’anni da Paolo Orsi. Questa inventariazione si svolse di pari passo con il riordino del Museo a Piazza Duomo, che Luigi Bernabò Brea stava attuando allo scopo della completa riapertura ai visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Siracusa. Ma l’incarico principale fu ben presto quello di curare il Medagliere, il più importante della Sicilia dai tempi di Orsi. Impegno che si realizzò ancora sotto la direzione di Luigi Bernabò Brea, con il quale attese al riordino del Medagliere nei nuovi ambienti della Soprintendenza in Piazza Duomo. Il Medagliere, totalmente rinnovato nella sede e nella esposizione, per la prima volta nella sua storia, fu aperto al pubblico.
Maria Teresa Currò creò all’interno del Medagliere una struttura per le operazioni di primo intervento di pulitura delle monete e, per sua iniziativa, il medagliere fu anche dotato di uno schedario scientifico completo di fotografie scattate da lei stessa e dai suoi collaboratori. Nel luglio del 1958 collaborò con il prof. Antonino Di Vita alla prima campagna da lui intrapresa a Camarina, e iniziò l’inventario dei materiali camarinesi, registrandoli nel I vol. dell’Inventario del Museo di Ragusa, al quale Di Vita diede il via. Anche per quelli si occupò in particolare delle monete.
Nei primi anni 60 Maria Teresa Currò condusse anche scavi sulla costa nei pressi di Avola, scoprendo un singolare impianto agricolo di età ellenistico-romana ed esplorando una abitazione di età romana in contrada Borgellusa. Importante è stato anche il suo impegno per la ripresa della attività di scavo e di ricerca ad Eloro, dove si è occupata principalmente del santuario di Demetra e Core. Conle sue deposizioni di statuette di offerenti con il porcellino disposte in circoli, all’esterno dei piccoli ambienti cultuali, esso costituiva una delle più suggestive e allora meglio conservate testimonianze dei culti demetriaci in area siciliana. Ma la dottoressa Currò ha compiuto anche saggi nella città di Eloro (1963) sia lungo le mura che per l’individuazione della strada che attraversa il pianoro. Particolarmente meritorio il lavoro per la pubblicazione delle relazioni delle due campagne di scavo effettuate da Paolo Orsi nel 1889 e, più tardi, nel 1927 relazioni che, per varie circostanze, erano rimaste inedite. Pubblicata nel 1966 nei Monumenti Antichi dei Lincei, fu il primo inedito di Paolo Orsi, dato alle stampe nel dopoguerra. Sulla intensa e principale attività di Maria Teresa Currò alla Soprintendenza di Siracusa, in relazione al Medagliere è da sottolineare il contributo a sua firma: La consistenza del Medagliere di Siracusa per quanto riguarda la monetazione greco-siceliota, in cui con ammirevole acribìa rende conto delle revisioni inventariali operate, della storia e dello stato dei tesoretti e degli altri complessi monetari, dopo che la guerra aveva comportato anche il traumatico trasferimento all’Abbazia di Monte Cassino, voluto da Luigi Bernabò Brea, per evitare i rischi che le operazioni belliche potevano comportare. L’importante contributo di Maria Teresa Currò, uscito negli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica, costituisce ancora oggi uno strumento basilare per la conoscenza della situazione del Medagliere siracusano dopo la guerra e come tale è stato più volte consultato e citato.
Con il suo rientro alla Amministrazione Regionale a Palermo, Maria Teresa Currò, per l’esperienza acquisita alla Soprintendenza di Siracusa, fu destinata all’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione. Negli anni in cui si attuò il disegno per la piena realizzazione dell’autonomia dei Beni Culturali della Sicilia, intensa fu la collaborazione con il Direttore Generale Alberto Bombace, di cui divenne ben presto la più vicina collaboratrice.

 

 

 

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