lunedì, novembre 19Città di Vittoria

Recensione 2010

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Una storia durissima, che diventa simbolica e inquietante per la decifrazione del nostro tempo. Una scrittura, che sembra graffiata sulla pietra, netta, aguzza, tagliente, regge tutto il racconto, in cui si alternano il presente della storia e gli spaccati da un’infanzia che pian piano rivela la straordinaria figura di Moses, l’uomo anziano, protagonista della vicenda, in un’America sudista, dove l’odio razziale per i neri è violento e feroce. Missiroli ci restituisce il ritratto di un uomo in bilico sul precipizio della propria coscienza, un uomo che per tutta la sua esistenza ha dovuto vivere nel dissidio tra la fedeltà alla memoria delle tradizioni familiari, e quindi essere accanito aguzzino dei neri e la sua volontà di ritenere ingiuste le torture sottili inflitte ai corpi di inconsapevoli e innocenti uomini. …E’ il tempo della rinascita a dominare, quando il nero degli inferi si stempera fino a diventare bianco, indistinto, spazio divino.

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