venerdì, Maggio 24Città di Vittoria
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d) il Calvario

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Il Calvario

Il Calvario attuale, concepito a seguito della visita di missionari cappuccini nel 1859, è un tempietto, a pianta circolare, con due corpi laterali giustapposti di stile neoclassico, che alla base ospita una cappella adorna di alcuni affreschi. Sulle pareti esterne si trovano cinque lunette che racchiudono delle scene della Crocifissione in ceramica, sormontate da altrettanti fregi: martello e tenaglie incrociati, una scure e una mazza incrociati, un paniere con i tre chiodi della crocifissione, due flagelli incrociati, il contenitore dell’aceto con cui fu dissetato Gesù Cristo. Al piano superiore otto colonne in tondo reggono una trabeazione circolare, chiusa da una cupoletta sotto la quale si trovano tre grandi croci di ferro1. Pur se concepita nel 1859, la costruzione del Calvario si protrasse per decenni. Lo stesso La China, a pag. 281, scrive: «…e così abbattuto il primo, si die’ mano al secondo, il quale restò poi incompleto, come trovasi tuttora, per gli avvenimenti del 60». In effetti, da una deliberazione del 1° maggio 1862 apprendiamo che l’opera, iniziata due anni prima, era rimasta incompleta e si chiedeva che il Comune contribuisse con la somma di £. 704, contributo che evidentemente non bastò se, come dice La China, il Calvario era ancora incompleto nel 1890.

Nella mappa della città del 1875 il Calvario è però già presente come struttura. Il progetto è attribuito all’ing. Salvatore Battaglia, in attività nel 1885 a Vittoria, come leggiamo nella relazione Arpa, ma di cui nulla sappiamo. Un Salvatore Battaglia risulta confrate della Congregazione nel 1907. Se è l’ingegnere, si potrebbe pensare che sia stato associato alla confraternita in quanto già progettista del completamento del tempietto o la data del 1907 potrebbe anche essere un termine post quem. Il recente restauro eseguito su incarico della Congregazione, attesta che le decorazioni interne furono eseguite nel 1914 da Giuseppe Maselli (cognome che denoterebbe un’origine pugliese), su incarico del cav. Gaetano Terlato, cosa che ci indurrebbe a pensare ai primi anni ’10 del Novecento come periodo in cui il Calvario assunse l’aspetto attuale. In merito alle decorazioni, così scrive il prof. Alfredo Campo: «Entrando a sinistra, il primo riquadro è costituito da alcune scritture che evidenziano l’autore e l’anno della decorazione. Nel secondo riquadro sono raffigurate la colonna, la lancia e la canna; nel terzo riquadro vi sono la croce e le scale; nel quarto la brocca con l’aceto; nel quinto il gallo; nel sesto la tenaglia, il martello e i chiodi; nel settimo la corona di spine e i dadi; l’ottavo chiude con un riferimento alla committenza del cav. Gaetano Terlato. Decorata con equilibrato senso artistico, la volta contiene inserti floreali e riquadri geometrici che imitano i rilievi ornamentali in stucco presenti in moltissime chiese. Al centro un tondo azzurrognolo trasmette l’idea del cielo e di una simbolica apertura»2.

NOTE

1] Emanuele Ingrao, Cenni storici della Congregazione del SS.mo Crocifisso di Vittoria Rotaract Club di Vittoria 1984.
2] Cfr. opuscolo dal titolo “Presentazione del restauro delle decorazioni interne del Calvario”, a cura della Congregazione del SS.mo Crocifisso. Restauratori Marinella Cataldi e Rosario Puccio.

 

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