lunedì, Maggio 20Città di Vittoria
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Presentazione dell’Autore

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I Luoghi e la memoria vuole essere un Catalogo ragionato dei monumenti, delle opere d’arte e delle infrastrutture del vivere civile esistenti (ed esistite) a Vittoria e nel suo territorio. Per la prima volta, abbiamo voluto realizzare un’opera che considera Vittoria ed il suo territorio come distretto culturale, con tutto ciò che c’è da sapere e vedere, comprese le principali attività economiche. Vittoria è stata intesa come museo all’aperto, con in più il fatto che si tratta di un lavoro in divenire (quello che in inglese si direbbe work in progress), le cui voci, organizzate in schede possono essere corrette, ampliate, precisate.

Oggi si parla molto di “bellezza” ed è giusto che sia così perché l’Italia è il paese della bellezza e responsabilità storica delle classi dirigenti dell’ultimo 50ennio è stata quella di abbandonare in parte al suo destino il patrimonio artistico, monumentale, documentario. E ciascuno ha le proprie responsabilità, anche a livello locale. Ma anche alcuni meriti, se è vero che negli ultimi decenni molti monumenti sono stati salvaguardati e recuperati. E l’obiettivo di queste pagine è proprio illustrare quella parte di bellezza che Vittoria ha ed aveva e di cui è necessario tramandare la memoria. Ho quindi inteso scrivere un’opera quanto più completa -da aggiornare continuamente, se necessario- su tutto ciò che di bello e di godibile c’è nella nostra Città. Comprese anche le moderne infrastrutture del vivere civile. Quindi non solo i monumenti, cioè chiese, conventi e palazzi, il teatro, ma anche scuole e attrezzature ricreative, sportive ed economiche: tutto ciò che ci serve per vivere meglio. Certo, non tutto è bello, né può essere catalogato come “monumento” o opera d’arte, ma se serve alla collettività, se caratterizza la vita dei cittadini, se li educa (come ad esempio le scuole) o li fa svagare (il verde, le attrezzature sportive, i locali cinematografici) o è sede di grandi attività economiche (il mercato, l’Emaia, l’autoporto, l’aeroporto, il porto), merita di essere conosciuto, con l’augurio che in seguito possa diventare contenitore di bellezza e di opere d’arte. Altra novità è la considerazione del “monumento” nel contesto urbanistico in cui si trova. Le chiese, i conventi, le piazze, le fontane, i palazzi, il verde, le scuole etc. non possono essere presi in considerazione a sé, avulsi dal contesto in cui si trovano costruiti e dalla storia che li ha generati.

Ecco quindi l’esame del “contesto”, con il richiamo a ciò che c’era prima, spesso più bello dell’esistente, e di cui è opportuno ricordare la storia e le sorti. Ma Vittoria non vive nel deserto: è inserita nel cuore di Boscopiano, è il frutto della conquista delle campagne, di un territorio antropizzato da millenni, in cui esistono tracce di antichi insediamenti, che è opportuno conoscere, perché il presente non può prescindere dal passato. Per questo il nostro lavoro dedica specifiche pagine al territorio, in special modo alla Valle dell’Ippari, per indicarne in sintesi la storia. Inoltre, spesso si sono messe in evidenza le potenzialità del “sottosuolo”, con la richiesta di sfruttare dal punto di vista turistico le grotte ed i camminamenti o gallerie riattati come rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale. Al fine di inquadrare la loro presenza e definirne la consistenza, una parte del lavoro è stata dedicata alla “città sotterranea”, con un richiamo alla documentazione storica sulle grotte. Un’ampia parte è stata dedicata a quella che io chiamo “l’eredità camarinese”: non solo la grande cultura classica ma anche il patrimonio di storia e leggende che ruota attorno al promontorio di Cammarana, all’antica torre ed alla Madonna di Cammarana. E poi, un breve saggio sulla costruzione del “Comunello” di Scoglitti e cenni sulla Scoglitti di oggi. Così impostato, questo Catalogo può quindi benissimo essere usato anche come un baedeker, una vera e propria guida turistica, arricchita però anche da approfondimenti storici (vedi ad es. i box sul vigneto, il cannamellito etc.).

Un indice alfabetico dei committenti, dei mastri e dei maestri completa l’opera, ad indicare che la bellezza non è astratta, ma frutto della creazione dell’impegno e dell’ingegno di uomini in carne ed ossa. Laddove non ne conosciamo il nome, per indicare gli artisti abbiamo deciso di scrivere “ignoto pittore” o “ignoto scultore”, ricordandone l’opera, avendo così finalmente un elenco degli artisti antichi e moderni che hanno arricchito il patrimonio culturale di Vittoria, dai residui quadri seicenteschi (il più antico dei quali è a San Giuseppe e risale al 1677) fino ad oggi. Spero di aver fatto una cosa utile per la cultura, la conoscenza e la tutela della porzione di bellezza che ci è toccato in sorte di avere. Sarò grato a tutti i lettori se segnaleranno gli immancabili errori, sviste, dimenticanze, in modo da apportare le correzioni.

Paolo Monello

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